sabato 6 aprile 2013

Il richiamo di Chtulhu ...oltre le porte della mente


 (Manoscritto trovato fra le carte dello scomparso Francis Wayland Thurston, di Boston)
Di queste potenze o entità immani si può immaginare una forma di sopravvivenza come residuo di un'età remota in cui... la coscienza si manifestava con aspetti e forme da lungo tempo ritrattesi davanti all'avanzante marea dell'uomo... Forme di cui solo la poesia e la leggenda hanno conservato memoria, battezzandole col nome di dei, mostri ed esseri mitici di ogni specie...
(Algernon Blackwood)

schizzo originale autografa di Lovecraft della mitica creatura Cthulhu

 Cosa aveva in mente lo scrittore statunitense Howard Phillips Lovecraft quando scrisse Il richiamo di Cthulhu  nel 1928? In questo racconto infatti  si fondono elementi di fantascienza, horror, fisica quantistica, mentalismo, telepatia e sogno. Si sa che i primi studi sulla telepatia furono condotti dalla Società per la Ricerca Psichica di Londra, verso la fine dell'Ottocento. Il primo laboratorio di parapsicologia invece fu costituito negli anni 1930 negli Stati Uniti d'America, quando il pioniere della parapsicologia Joseph Rhine della Duke University di Durham (Carolina del Nord) condusse numerosi esperimenti, con l'ausilio ad esempio delle carte Zener (*), per accertare l'effettiva realtà della telepatia.Certamente le nuove esperienze letterarie e di viaggi di Lovecraft (nel 1922 dopo i primi successi cambiò radicalmente le abitudini quotidiane, leggendo i suoi racconti in pubblico, partecipando a conferenze, venendo nominato presidente dell'UAPA e facendo numerosi viaggi nel New England.) lo portarono a contatto con queste realtà appena nate e probabilmente fu affascinato dalla telepatia, dal paranormale ecc.
La descrizione più dettagliata del mostro dell'immagine autografa soprastante compare nel racconto
 Il Richiamo di Cthulhu, dove il protagonista della vicenda descrive un bassorilievo di Cthulhu plasmato da un artista che lo ha realizzato dopo averlo visto in una serie di strani sogni notturni.
Quando la creatura finalmente appare, Lovecraft afferma che «la cosa non può essere descritta» e che è chiamata «il viscido e verde uovo cosmico» con «tenaglie molli» e una «orribile testa di calamaro con antenne che si contorcono». La frase «una montagna che camminava e incespicava» rende l'idea delle dimensioni della creatura. In questo racconto compare un seguace di Cthulhu conosciuto come "vecchio Castro", il quale offre molte informazioni sulla mostruosa divinità: scopriamo così che i Grandi Antichi arrivarono milioni di anni or sono da lontane stelle per dominare la Terra.
Castro spiega il ruolo del culto di Cthulhu:
"Quando le stelle si saranno allineate alcune forze ignote libereranno i corpi dei Grandi Antichi. [...] I sacerdoti segreti faranno risorgere il Grande Cthulhu dalla tomba per ripristinare il suo dominio sulla Terra... L'umanità diverrà come i Grandi Antichi: libera e selvaggia, al di sopra del bene e del male, senza leggi né morale. [...] Gli Antichi liberati insegneranno all'umanità nuovi modi di urlare e uccidere, e tutta la Terra brucerà in un olocausto di estasi e libertà."
Castro rivela che i Grandi Antichi hanno poteri telepatici e:
"Sanno sempre tutto ciò che accade nell'universo. [...] Sono capaci di comunicare con gli umani comparendogli in sogno."

August Derleth, fondatore della casa editrice che per prima pubblicò le opere di Lovecraft, scrisse numerosi racconti inerenti Cthulhu, sia prima che dopo la morte di Lovecraft.
Ne "L'Isola Nera" del 1952 descrive così Cthulhu.
 "Una massa protoplasmatica da cui spuntavano centinaia di tentacoli di diversa grandezza, con una testa che mutava continuamente forma passando da una protuberanza amorfa a un simulacro di testa umana, e da cui spuntava un singolo e malevolo occhio."
Non sto qui a dilungarmi sulla valenza simbolica dell'occhio... già citata in altri articoli, la lascio alla vostra immaginazione o telepatia...
Possiamo dire che Lovecraft sia stato il precursore dei temi sulla telepatia, quantomeno ho sùbito pensato a lui e all'alieno Cthulhu,quando mi è venuto in mente di scrivere questo articolo... Qualcosa di simile non sta forse accadendo nel mondo odierno con le teorie new age dei walk-in e dei rapimenti alieni detti "abduction"...?

 TELEPATIA E MENTALISMO

   "Chiunque abbia una conoscenza seppur minima dei dati esistnti e seriamente convalidati 
sulla parpsicologia sa che i cosiddetti fenomeni telepatici sono fatti innegabili."
(Carl Gustav Jung)

La telepatìa(**), detta anche trasmissione del pensiero, è la ipotetica capacità di comunicare con la mente, cioè senza l'utilizzo di altri sensi o strumenti. Il termine "telepatia" venne introdotto nel 1882 da Frederic William Henry Myers e deriva dal greco τηλε, tèle (lontano) e πάθεια, pàtheia (sentimento). Come la precognizione e la chiaroveggenza, la telepatia fa parte delle cosiddette percezioni extrasensoriali o ESP e più in generale, di quello delle presunte "facoltà paranormali".
Secondo una concezione filosofica indiana antica e parzialmente rimodernata, la comunicazione telepatica si effettuerebbe attraverso una immensa rete di cui le persone costituirebbero le maglie, rete che comprende l'universo e nella quale il sensitivo è collegato con le altre parti e ogni cosa è collegata con il tutto. 
Albert Einstaein affermava assieme molti suoi colleghi come Niels Bohr e Werner Heisenberg, che la materia che noi percepiamo con i nostri sensi abituali in realtà non è che una concentrazione di energia in un campo. Avevano intuito che l’unica possibilità per la fisica di progredire era quella delle vie traverse, vale a dire non trascurare nessuna delle infinite varianti che concorrono a determinare gli eventi e a fissarli su un piano del tutto probabilistico. Noi saremmo tutti collegati da questo campo, inaccessibile ai nostri sensi, e attraverso di esso saremmo in grado di comunicare tra noi . Alcuni individui più sensibili di altri vi avrebbero accesso più facilmente e percepirebbero così delle informazioni in merito ad altri esseri e luoghi che si trovano comunque ad una certa distanza fisica tra loro. Dal canto suo , il rinomato fisico David Bohm ha formulato l'ipotesi che l'universo sarebbe simile a un ologramma: ovunque , nello stesso momento, i fatti e le conoscenze sarebbero disponibili, ciascuna parte dell'ologramma comprende il tutto.Ciascuno di noi avrebe quindi accesso alle nformazioni relative a ciò che avviene ovunque nel mondo. Il neuro fisiologo stima che oggi il principio dell'ologramma potrebbe anche applicarsi al nostro corpo. La memoria non si situerebbe in punti specifici del cervello, ma sarebbe piuttosto distribuita ovunque all'interno di esso. Analogamente è molto probabile che ogni cellula contenga tutta la nostra storia. Per il sensitivo russo Vladimir Safonov, c'è un'analogia tra gli ologrammi e la piossibilità di leggere il presente, il passato e il futuro di una persona, o il fattodi poter descrivere la sua peronalità a partire da una fotografia ; come se l'informazione su questa persona potesse essere ricostituita a partire da un unico frammento della sua vita.
Einstein aveva definito la telepatia, o meglio quel fenomeno sbalorditivo della meccanica quantistica chiamato entanglement “un’azione fantasmatica a distanza”, in termini spregiativi, perché lo riteneva impossibile. L’entanglement, infatti, prevede che due particelle possano influenzarsi a vicenda istantaneamente anche a distanze enormi (violando apparentemente il limite einsteiniano della velocità della luce), in determinate condizioni. Nessuno sapeva come fosse possibile, ma il fisico irlandese John Bell fu il primo a riprendere l’idea decenni dopo la sua prima elaborazione, e sostenerne solidamente la possibilità. Applicando alla lettera i suggerimenti di Einstaein, Bohr Heisenberg, furono i membri del Fundamental Fysiks Group, che rifiutando l’imperativo dominante nel mondo accademico “state zitti e fate i calcoli” avviarono un processo di rinnovamento che rivoluzionò per sempre il futuro della fisica.

GUSTAVO ROL SENSITIVO O ILLUSIONISTA?
Nel 1927, a Parigi, scrive: 
«Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla!». 
Da questo momento attraversa una crisi esistenziale, fino al punto di ritirarsi in un convento. Rol affermava di poter entrare in contatto con «spiriti intelligenti», e che essi partecipassero ai suoi esperimenti, durante i quali egli entrava in contatto con loro, agendo «con spontaneità, quasi sotto l'impulso di un ordine ignoto»
Gustavo Rol
Il mentalismo è una forma di illusionismo, nella quale i suoi praticanti, noti come mentalisti, attraverso tecniche quali, ad esempio, il cold reading o l'hot reading, danno l'illusione di potere leggere nella mente altrui e sembrano così dimostrare abilità mentali ed intuitive altamente sviluppate. Nelle loro esibizioni i mentalisti danno l'impressione di poter esercitare telepatia, chiaroveggenza, divinazione, precognizione, psicocinesi, medianità, controllo mentale, ipnosi, memoria prodigiosa e rapido calcolo mentale.
Parafrasando lo statunitense Larry Becker, il mentalista utilizza i 5 sensi per creare l'illusione di possederne un sesto. Il mentalismo è dunque sostanzialmente una tecnica illusionista però mentre alcuni mentalisti affermano di possedere realmente poteri soprannaturali quali la telepatia, la chiaroveggenza, la precognizione o la telecinesi (diversi esperti di illusionismo collocano in questa categoria presunti sensitivi come Uri Geller, Gustavo Rol, o James Van Praagh), la maggior parte dei mentalisti odierni, inclusi Richard Osterlind, James Randi, Banachek e Derren Brown attribuiscono le proprie capacità a proprie abilità particolarmente sviluppate, quali la capacità di leggere il linguaggio del corpo o di manipolare subliminalmente il soggetto tramite suggestione psicologica. 
Mariano Tomatis, uno dei maggiori esperti di quest'arte,afferma che in realtà non c'è nulla di paranormale nelle capacità dei mentalisti, ma quando li vedi all'opera l'unica spiegazione che puoi darti è che sappiano penetrare nella mente e che possano addirittura condizionare i pensieri. Per questo ha deciso di svelare per la prima volta molti dei segreti e delle tecniche dei migliori in questo campo in un libro che svela i "dietro le quinte" degli spettacoli dei mentalisti: una lettura intrigante e sconvolgente che esplora i livelli più profondi della nostra mente e rivela ciò che nessuno ha mai raccontato.



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Max Maven, considerato come il più grande mentalista del mondo, ci introduce così alla lettura di 
"Te lo leggo nella mente"  nella sua prefazione:



Quando Mariano mi descrisse la struttura del libro, il mio primo pensiero andò ovviamente alle parole di Aldous Huxley: «Ci sono cose conosciute e cose sconosciute, e in mezzo ci sono le Porte della Percezione». La «porta» è una metafora perfetta per rappresentare l'esperienza dell'Arte, in particolare delle performance artistiche, e ancor di più per quelle che hanno a che fare con il Mistero. (Chi lavora in altri ambiti espressivi potrebbe ovviamente preferire una diversa gerarchia; basti dire che, negli anni Sessanta, il poeta e musicista Jim Morrison fece propria la frase di Huxley e utilizzò l'immagine delle porte per dare nome alla sua band, The Doors.)

Io sono un mentalista; il mentalismo è stato il mio lavoro negli ultimi trentasette anni. Ho letto sul tema centinaia di volumi e scritti. La maggior parte non l'ho gradita. Questo libro, invece, mi è piaciuto.

Mariano Tomatis esplora l'arte del mentalismo con intelligenza e cultura, come evidenziano alcuni dei nomi che incontrerete in queste pagine: Duchamp, Eco e Borges. Potrebbe sorprendervi la presenza di riferimenti del genere in un libro sulla performance del Mistero.

La maggior parte degli autori affronta l'argomento come se si trattasse di qualcosa adatto ai più piccoli. Dal mio punto di vista, invece, il Mistero non è affatto appropriato per i bambini. Non ne hanno alcuna necessità; le loro vite ne sono già colme. Sono gli adulti ad averne bisogno, anche se a volte non se ne rendono conto. Il critico americano Henry Louis Mencken ha riassunto brillantemente questo problema moderno scrivendo:

«Penetriamo tanti di quei segreti che smettiamo di credere all'ignoto.
Ma quello se ne sta lì, comunque, a leccarsi placidamente i baffi».

Con il mentalismo cerchiamo di addomesticare l'incomprensibile, o almeno di domarlo temporaneamente. Potreste dunque chiedervi che cosa vi aspetta dietro queste sei porte... Beh, se potessi rispondere in modo sintetico, non ci sarebbe bisogno di un intero libro! Posso però anticiparvi che incontrerete curiosità intriganti e molte sorprese. Come il sottoscritto, potreste non essere d'accordo su ogni cosa. Personalmente, ho affrontato questo testo come una conversazione provocatoria, che offre stimoli e coerenza, ricchezza di argomenti e rivelazioni. E anche un gran divertimento!

Pertanto, cari lettori, è ora di voltare pagina e avventurarsi. Nel farlo, tenete a mente le parole dello scrittore americano E.B. White, secondo cui si dovrebbe «attraversare ogni porta aperta con la mente aperta».

Max Maven
mentalista
protagonista in questi giorni dello show televisivo di Canale5 "La grande magia"

 

La ricostruzione della "Porta Alchemica" o "Porta Magica" nei giardini di Piazza Vittorio a Roma 
  

LIBERiAMOci dai luoghi comuni e apriamo le porte della mente e della percezione...


NOTE E APPROFONDIMENTI


Le carte Zener (*)sono un particolare tipo di mazzo di carte, inventato negli anni trenta dallo psicologo Karl Zener appositamente per il noto parapsicologo statunitense Joseph Rhine, che le ha usate per i suoi esperimenti sulla chiaroveggenza. Il set è composto da 25 carte di forma rettangolare (come le comuni carte da gioco) divise in cinque gruppi differenziate da un segno posto nel centro: il Cerchio, la Croce, il Quadrato, la Stella e l'Onda. Ogni gruppo di segni è presente cinque volte nel mazzo. L'esperimento condotto da Rhine consisteva nel chiedere ad un soggetto di indovinare la carta che si stava estraendo dal mazzo. In certi casi lo sperimentatore doveva estrarre le carte ponendole di fronte al soggetto da ricerca, mostrando però il dorso e chiedendo di dichiarare il segno; oppure ponendo il soggetto in una condizione di non poter vedere. Il test non accerta la presenza di particolari poteri, ma ne valuta la possibilità fondandosi sull'ipotesi statistica: per la legge dei grandi numeri le probabilità di indovinare una carta del mazzo tendono, con infinite prove, al 20% (1 su 5); solo uno scostamento significativo da questa percentuale - posto che l'esperimento venga condotto con metodo scientifico su un numero di casi statisticamente rilevante - si potrebbe supporre non attribuibile alla mera casu.
(font :wikipedia)
TELEPATIA (**)
Si indica con questo termine, la fenomenologia rappresentata dalla comunicazione tra mente e mente. Il Myers fu il primo ad adottare questo termine e non escluse che la comunicazione potesse avvenire tra la mente di un vivente e quella di un defunto. E' vero comunque che la telepatia è ormai inclusa a tutti gli effetti nella larga fenomenologia chiamata ESP. Come numerosi altri fenomeni (soprattutto facoltà ESP), anche la telepatia ha riscontri primitivi come a far parte di un patrimonio genetico estinto o comunque drasticamente diminuito con l'arrivo della scienza, della ragione, delle decisioni razionali, come si legge chiaramente in Storia della Parapsicologia di U. Déttore del 1976.
E parlando di storia della telepatia, questa sarebbe cominciata con lo studio dei casi documentati. I primi ad interessarsi al fenomeno, conducendo esperimenti su soggetti leggermente ipnotizzati, furono i membri della Società per la Ricerca Psichica di Londra dal 1882 anche se, a detta di molti, i primi esperimenti furono condotti da Mesmer.
La moglie del famoso professor Rhine, Louisa Rhine, elaborò un preciso elenco di condizioni alle quali un fenomeno telepatico deve rispondere:
Innanzitutto la "veridicità" della rivelazione, poi ll'esistenza di almeno "un testimone" che possa confermare la cosa e "un testo" non più vecchio di cinque anni che possa confermare ancora la rivelazione del soggetto telepatico.
Ancora possiamo catalogare i più diffusi casi di telepatia in ordine di importanza o meglio nei modi in cui più avviene un caso di telepatia:
- sogno telepatico ovvero un sogno che permette al soggetto che dorme di vedere cose lontane;
- allucinazioni telepatiche;
- impressioni;
- allucinazioni.
Per fare in modo che gli errori di valutazioni su di un soggetto potenzialmente telepatico si riducano, ha la sua fondamentale importanza l'analisi quantitativa del fenomeno. Questo tipo di analisi, a cui dedicherò un completo articolo, associata al calcolo delle probabilità e alla statistica, fa in modo di dimostrare che
1) il fenomeno esiste e non è un puro caso o coincidenza di cose
2) permette di individuare i soggetti telepatici in una massa.
Questo tipo di studio fu comunque inaugurato dal Richet ma ebbe una completa evoluzione e specializzazione attraverso gli ormai più che famosi esperimenti del professor Rhine nel suo laboratorio parapsicologico di Duke.
La ricerca qualitativa invece serve per approfondire la dinamica del fenomeno.
Resta il fatto che spesso il fenomeni telepatico si lascia confondere con il fenomeno della chiaroveggenza. Il prof. Mundle chiarì questa "diversità" elaborando due precise definizioni:
La telepatia è una percezione extrasensoriale la cui fonte è un'altra persona mentre la chiaroveggenza è pur sempre una percezione extrasensoriale ma dovuta a situazioni oggettive o comuni ambienti, oggetti.
Al Terzo Convegno di Ricerche Psichiche l'Ingegnere chimico René Warcollier presentò una relazione sulle trasmissioni telepatiche a grande distanza, affermando che la distanza non influisce sulla trasmissione.
Nel 1928 però trasmissioni telepatiche a grande distanza (Atene - Parigi o Atene Varsavia) ad opera della società di Ricerche Psichiche Greca non ebbero risultati soddisfacenti cosa giustificata dal fatto che furono utilizzati gruppi di persone e non singoli. Ciò portò al dubbio che esperimenti effettuati non da singoli agenti trasmittenti e riceventi danno origine a "interferenze" che portano all'annullamento dele trasmissioni.
Diversi anni dopo vennero effetuati anche esperimenti di telepatia tra animali ed esperimenti tra diverse specie vegetali.
Restano tre fondamentalmente, secondo gli studiosi, le cause del fenomeno telepatico:
- l'energia elettrica e quindi l'elettromagnetismo del cervello umano;
- l'esistenza di uno psichismo universale;
- fonti di energie ancora non scoperte che risponderebbero comunque alle leggi fisiche conosciute.
 (font: http://mondomisteri.altervista.org/Paranormale/telepatia.php)



BIBLIOGRAFIA
"50 parole chiave della parapsicologia" del dr. Edoardo Borra, ediz. Paoline, Roma 1980,
 (alla voce Telepatia", pag.250)
"Telepatia" della piscologa e ipnoterapeuta Danielle Fecteau, Edizioni Armenia, Milano 2005 
(pag 179-180)
"Come gli Hippie hanno salvato la fisica"  di David Kaiser, Castelvecchi editore
"Il richiamo di Cthulhu", Howard Phillips Lovecraft, Newton Compton
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