mercoledì 3 luglio 2013

Piove sempre sul bagnato...

Banksy- "The rain-girl"
"Piove sul bagnato: lagrime su sangue, sangue su lagrime" scriveva  Giovanni Pascoli nelle sue Prose. L'espressione in seguito ha avuto molto successo ed è rimasta nella lingua comune ad indicare che le disgrazie spesso non vengono mai sole. Piove anche oggi nonostante lo splendido sole di luglio, insomma non bastavano le affermazioni di Toscani ora arrivano anche quelle Cubeddu. Cubeddu ma chi è? E che ne so! Io vi metto la foto poi scopritelo da soli sempre che abbiate voglia di leggere i suoi articoli...


 Oggi mi sono imbattuta in un suo articolo sul SECOLO XIX che mi ha subito fatto pensare che una replica era poco, ma era necessaria, anche perchè nei commenti non mi fanno pubblicare per intero la risposta e quindi se non ho piena libertà e diritto di replica io semplicemtne me le prendo a modo mio. Detto questo dopo la lettera aperta al caro Oliviero Toscani  dell'11 maggio scorso ecco che mi ritrovo (non avrei mai immaginato... he he) a dover scrivere un'altra lettera aperta, stavolta al signor Marco Cubeddu autore di un articolo che ha suscitato tante polemiche è vero ma che, è stato pubblicato e quindi evidentemente è lo specchio di un pensiero comune ad altre persone... Forse comune al direttore del giornale in questione ...non indaghiamo, forse neppure ci interessa, a noi basta sapere che non lasceremo senza risposta l'indignazione di tanti lettori. Cosa scrive Cubeddu? Beh semplicemente racconta la sua esperienza.: il signor Cubeddu si trovava a Roma nella pausa pranzo, a Villa Borghese, sdraiato su una panchina...quando d'improvviso è stato travolto da una nube di “quartine” in shorts... 
Che anche la poesia sia in mutande non v'è dubbio visti i tempi correnti e la fine che la nostra cultura sta facendo ma insomma cosa sono le quartine e cosa c'entrano con gli shorts? Io ho sempre pensato che quartina fosse il gruppo di quattro note musicali, o  una strofa di poesia composta di quattro versi, ora mi ritrovo a dover imparare che con “quartine”, a Roma, si intendono quelle di quarta ginnasio, cioè le quattordicenni. Si vede che manco dalla mia città da tanti anni! Certo che se a quartodici anni (nel 1990) mi avessero dato della quartina avrei sgranato gli occhi ... Comunque siamo comprensivi bisogna capirlo, la nube di quartine gli avrà offuscato la vista...sarà anche caduto dalla panchina? Non lo dice nell'articolo ma a me è venuta in mente proprio una scena simile (giusto per sdrammatizzare lo shock da neologismo accusato dopo aver letto delle "quartine"). Comunque nell'articolo si parla di shorts. Sì, avete capito bene, proprio quei mini pantaloncini jeans che lasciano intravedere il lato b (solo per chi non ha cellulite o potreste far venire un infarto ai vari Cubeddu sdraiati sulle panchine di Roma). Mi sono subito venuti in mente gli shorts scandalosi di Oliviero Toscani che hanno segnato un'epoca (pensavo di non dover più pubblicare questa foto e invece...)


Dopo le prime affissioni (siamo nel 1973 appena quarant'anni fa)  di questo bel manifesto pubblicitario-provocatorio si mosse la magistratura, la chiesa e l`apparato della politica e della sotto politica.
I vescovi condannarono pubblicamente l`immagine e l`allusione, ed era prevedibile, ma anche Pier Paolo Pasolini e molti altri intellettuali illuminati presero carta e penna per attaccare e condannare questo manifesto.
Così per un tempo lunghissimo la stampa italiana non fece che parlare dei blue jeans Jesus Bonn, facendoli diventare un simbolo di trasgressione ed una sorta di bandiera delle giovani generazione che in quel tempo avevano una voglia matta di rompere gli schemi, di contestare e di cambiare il mondo.
Ed i negozi Jesus Bonn furono presi d`assalto con picchi di vendite senza eguali ovviamente... 
A quei tempi era più facile creare scandalo, bastava un bel sedere, ma di tabù ce ne sono tanti anche oggi a quanto pare. Solo che quel cartellone alludeva a ben più di un bel sedere, il "chi mi ama mi segua" infatti mette in luce il cambiamento di valori della società prendendo di mira la cattolicissima Italia, non saranno comunque state le svelate parti del lato b ad irritare la Chiesa e Pasolini o no? Oggi invece ci ritroviamo a dover parlare di shorts e del costume come se fossimo tornati agli anni sessanta e ai tempi della minigonna... Ma secondo voi la stilista inglese Mary Quant sapeva cosa stava facendo quando inventò questa piccola-grande rivoluzione che ha scandalizzato il mondo? 
E' il 1963. Inizia la guerra in Vietnam, esplode la Pop Art, Martin Luther King riceve il premio Nobel per la pace e Mary Quant inventa la minigonna. A indossarla è Twiggy: prima top model-teen ager ritratta anche dalla neonata macchina Polaroid. Dopo il 1964 l`abbigliamento femminile non sarà più lo stesso. Le gonne corte imporranno stivali alti di vernice, nuove calze dette collant e una rivoluzione della biancheria.  Avviato dalla mini, il processo di liberalizzazione dell`abbigliamento procede rapidissimo. Nel `66 viene inventato il nude look e contemporaneamente nascono i primi hippies che faranno moda dal `68 con il "Flower Power". Cosi l`esplosione del `68 con i movimenti di liberazione della donna, forniscono l`ambiente ideale per spingere al massimo la scoperta del corpo femminile.
Ci sono volute migliaia e migliaia di gambe al vento, di fischi irriverenti, di commenti insolenti e di donne perseveranti prima che il comune senso del pudore digerisse l`idea della minigonna. Ma da lì in poi è stato un trionfo: le castigate gonne sotto il ginocchio sono uscite «stracciate» dal confronto con le «sorelline». Che ancora oggi reggono decisamente bene. Dalle prime mini, colorate e svasate, guardate con più di un sospetto da borghesi e benpensanti, si passa a quelle trasparenti e lunari della fine degli anni `60, alle micro gonne di pelle nera dei punk, al boom dei tessuti sintetici degli anni `80, alle varianti «maschili» della mini, ovvero i micro calzoncini elastici con cui viene fotografata Madonna mentre fa jogging, alla fine del decennio e quindi i famigerati shorts. Negli anni `90 le passerelle vengono invase dalle top model, la minigonna riappare con gli stilisti Dolce e Gabbana e Prada. A un anno dal crollo delle Torri Gemelle, nel pieno di una crisi politico-mondiale senza precedenti, gli stilisti più all’avanguardia, Dolce e Gabbana Gucci e Prada, per la primavera estate 2003 rilanciano la minigonna. Gattinoni fa sfilare Twiggy a Milano Moda Donna. In un mondo dove spazio e tempo sono i nuovi beni di lusso, "mini è bello" in tutti i sensi: dalla tecnologia con ritrovati sempre più micro all’automobilismo che scopre la dimensione della city car.

E poi? Improvvisa sobrietà, come si conviene ad un periodo di crisi economica e internazionale. Ma non dura molto. Giorgio Armani ripropone la mini nelle sue collezioni autunno inverno 2003-2004, Roberto Cavalli lancia una linea di gonnelline pacifiste con lo slogan «No war, more wear». Forse sarebbe più corretto dire less wear visti l'esiguità delle stoffe... Comunque ad oggi 2013, in piena crisi economica e io direi anche recessione internazionale, la mini e gli shorts a quanto pare sono di nuovo in discesa nel gradimento dei maschietti ... oppure no? Di sicuro non pare in discesa nel gradimento delle quattordicenni, forse perchè le ragazzine impoverite dalla recessione hanno trovato il loro antidoto alla crisi: risparmiare sulle stoffe!
 Ma insomma io non credevo di dover ricominciare a parlare di costumi e vestiario dopo 40 anni di rivoluzione liberale dell'abbigliamento! E invece eccoci qui! Come se il Burka o qualsiasi altro abbigliamento  poi impedissero gli stupri o il femminicidio, sì FEMMINICIDIO lo ripeto, ripeto questo neologismo che accetto con più dignità rispetto al termine "quartine" caro Cubeddu, perchè se a ballare sotto la pioggia quel giorno in Pakistan ci fossero stati due uomini lei pensa forse che li avrebbero ammazzati? Di cosa parlo?

Parlo di attualità. E' di pochi giorni fa la notizia riportata dal quotidiano The Dawn dei fatti avvenuti domenica sera a Chilas, una cittadina della provincia himalayana di Gilgit-Baltistan. Avevano 15 e 16 anni le due sorelle che si sono fatte ritrarre in un video mentre ballavano sotto la pioggia e che a causa di questo video hanno perso la vita. Cinque uomini armati a viso coperto si sono presentati a casa delle due sorelle  e le hanno uccise brutalmente con una raffica di proiettili insieme alla loro madre. A ucciderle pare che sia stato il fratellastro con quattro suoi amici. Il fratellastro di nome Khutore, hanno riportato i quotidiani locali, ha giudicato quel video "un'offesa all'onore della famiglia" e, con l'omicidio, ha voluto "ristabilire il rispetto del clan". 

Ecco Pascoli non è mai stato così attuale e anche oggi possiamo dire:
"Piove sul bagnato: lagrime su sangue,
sangue su lagrime"...

immagine del video delle ragazze uccise in Pakistan
“Avevano solo danzato sotto la pioggia. Non osserverò mai più la pioggia con gli stessi occhi”.

afferma Roberto Saviano su facebook. Neppure io penso, guarderò mai più la pioggia con gli stessi occhi e con la stessa spensieratezza e penso anche che la mia libertà di ballare sotto la pioggia sia preziosissima, quante volte mi ha salvata dalla depressione, quante volte mi ha fatto sentire viva! Era di Gandhi la frase:" La vita non è aspettare che passi la tempesta ...ma imparare a ballare sotto la pioggia."
Bene io aggiungo oggi, la vita è anche  imparare a ballare sotto il burka, i pregiudizi e l'ignoranza...

 Anche in Italia non ce lo dimentichiamo esisteva il delitto d'onore. L'art. 587 del codice penale consentiva infatti che fosse ridotta la pena per chi uccidesse la moglie (o il marito, nel caso ad esser tradita fosse stata la donna), la figlia o la sorella al fine di difendere "l'onor suo o della famiglia".

Codice Penale, art. 587
Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.

Dopo il referendum sul divorzio (1974), dopo la riforma del diritto di famiglia (legge 151/1975), e dopo il referendum sull'aborto, dunque davvero molto tempo dopo le dette sentenze, le disposizioni sul delitto d'onore sono state abrogate con la legge n. 442 del 5 agosto 1981.
Chiusa parentesi giusto per rinfrescarci la memoria. Torniamo ai nostri shorts...Beh insomma adesso non li porto più ma quando ero adolescente li ho portati anche io gli shorts perchè andavano di moda, non ho mai pensato di offendere il comune senso del pudore, anche perchè su tutti i cartelloni pubblicitari sventolavano culi e gambe a tutti gli angoli...

Michelle Hunzicher in "posa" per la mitica pubblicità della Roberta
Vi ricordate Michelle Hunzicher e il suo lato B svelato per la pubblicità degli slip Roberta? Era il 1995 io avevo appena concluso la maturità, quella pubblictà ebbe un gran successo e non mi risulta che qualcuno si scandalizzò... Io gli shorts non li portavo più erano già passati di moda, allora impazzava il tanga nelle spiagge, poi qualche anno dopo "il brasiliano". Non avendo un lato B come la Hunzicker e sufficiente  faccia tosta mi sono fermata agli shorts e alle minigonne. Oggi però non consiglierei mai a mia figlia di indossarli perchè di sicuro non c'è la stessa libertà di cui godevamo ai miei tempi e a meno di non voler portare avanti qualche battaglia "liberatoria" le direi di evitare perchè, non si sa mai, qualcuno potrebbe essere turbato e istigato così allo stupro...
Ma insomma ci lamentiamo di come vestono le ragazzine ma nessuno dice nulla (gli interessi economici non c'entrano è proprio viltà) dello schifo che siamo costretti a subire in tv, per strada, sui giornali e altrove? E non parlo del corpo femminile che scusate è un'opera d'arte naturale, parlo della strumentalizzazione del corpo femminile! Nessuno dice nulla a parte la Boldrini che lo scorso maggio ha affermato a Venezia nell'ambito della Festa dell'Europa: 
«Serve porre dei limiti all'uso del corpo della donna nella comunicazione. È inaccettabile che in questo paese - ha spiegato la presidente della Camera - ogni prodotto, dallo yogurt al dentifricio, sia veicolato attraverso il corpo della donna. In Italia le multinazionali fanno pubblicità usando il corpo delle donne mentre in Europa le stesse pubblicità sono diverse. Dall'oggettivazione alla violenza il passo è breve. Serve più civiltà ponendo delle regole. Basta all'oggettivazione dei corpi delle donne perchè passa il messaggio che con un oggetto puoi farci quello che vuoi». E ha anche affermato «Per arrivare a proteggere le donne dalla violenza va rilanciata l'occupazione femminile. In Italia solo il 47 per cento lavora una delle percentuali più basse d'Europa. Se una donna non lavora, in caso di violenza, non ha autonomia». Boldrini ha ricordato anche che «le case rifugio sono sempre meno». 
Sarà stato un caso che la presidente della camera sia stata proprio in quello stesso periodo oggetto di diffamazione  a seguito della diffusione sul web di alcune foto taroccate che ritraevano la terza carica dello Stato in una spiaggia di nudisti?
"Mi arrivano messaggi minatori e minacce di morte ogni giorno. Io non ho paura. Ma quando i fotografi inseguono mia figlia di 19 anni in motorino, ho paura che possa spaventarsi e avere un incidente, mi si gonfia in cuore" aveva rivelato l'esponente di Sel a Concita De Gregorio. "Quando una donna riveste incarichi pubblici, si scatena contro di lei l'aggressione sessista: che sia apparentemente innocua, semplice gossip, o violenta, assume sempre la forma di minaccia sessuale" è il lamento del Presidente della Camera. 
Insomma Caro Cubeddu e cari moralisti riflettiamo un po' su tutto questo e facciamoci un esamino di coscienza, forse forse noi non siamo meglio del Pakistan, siamo solo fortunati ad essere qualche anno più avanti nelle battaglie per la lotta alla libertà, ma non so per quanto...
La mia lettera a Cubeddu nel caso voglia e vogliate leggerla anche voi è questa, la lettera è anche il commento che sotto il suo articolo mi è stato censurato... ed io vi offro la libertà di leggerlo ugualmente. Mi sembra giusto no?

 LETTERA APERTA A MARCO CUBEDDU

Caro Cubeddu si documenti , sul femminicidio, sull'origine storica e sociale di questa parola, le consiglio di leggere un libro se non l'ha già fatto (è evidente di no) dal titolo "Femminicidio. Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale" di una bravissima giornalista Barbara Spinelli, si documenti sulle cause e le modalità degli stupri, parli con donne violentate, si documenti sui costumi sociali del passato e sulle mode... Si chieda perchè e, magari le suggerisco anche di scriverci un bell'articolo, lo scorso 19 maggio, con un attentato incendiario, è stato preso di mira il centro antiviolenza Artemisia di Firenze che da anni opera contro la violenza sulle donne. La sede che ospita bambini,  donne e adulti vittime di violenza fisica e psicologica, di maltrattamenti e trascuratezze di varia natura è stata più volte la mira di attentati intimidatori, questo è solo l'ultimo di un'escalation di atti d' intimidazione e violenze denunciate dall'associazione che dal 1991 - anno della sua costituzione- si occupa di informazione, sensibilizzazione, formazione sui temi della violenza,in particolare alle donne ed ai minori in tutto il territorio nazionale. 
Si domandi il perchè gli Italiani sono in cima alla classifica del turismo sessuale con i minori. E poi magari cambi pure le amicizie femminili, potrebbero aprirle gli occhi su un mondo a lei sconosciuto sulla condizione femminile odierna. Voglio dirle una cosa: lei è semplicemente ignorante (no non voglio offenderla) lei è ignorante nel senso più spicciolo della parola, lei ignora la storia presente e passata e i costumi sociali di questo paese, lei ignora o fa finta di ignorare i gravissimi problemi che affliggono milioni di donne nel mondo, e i pregiudizi le hanno offuscato la capacità di giudizio. Salvo solo una frase del suo articolo "Siamo così convinti che mettersi il velo sia prigione e i minishorts siano libertà?". Non perchè la sua sia stata una felice intuizione ma perchè forse a qualcuno darà modo di riflettere su qualcosa di concreto dopo la lettura di questo articolo, che però non è quello che lei ha suggerito o voleva suggerire con questa frase... Salvo questa frase perchè solo le donne che della libertà sono private possono conoscerne l'alto valore, la libertà di essere ragazzine, di voler ballare sotto la pioggia, in Pakistan o altrove, di voler indossare abiti alla moda anche se scoprono le chiappe, la pancia, l'ombelico o le gambe, la libertà di non dover pensare: oggi che mi metto? Il jeans antistupro, il burka, o la camicia di forza? Oggi cosa indosso la maschera da brava ragazzina o la mia faccia di donna che vuole dire la sua senza essere "accusata" di femminismo, di esagerazione o non so cos'altro? Oggi posso essere sicura che dopo le mie affermazioni non mi ritrovi gente (guarda caso uomini, ma anche alcune donne a volte mi sorprendono per i commenti) che mi scrivono commenti osceni o mi fanno stalking o peggio minacce per aver dato la mia opinione? La libertà deve garantire un primo fondamentale diritto altrimenti non può chiamarsi tale: libertà di espressione (in ogni forma ) e di opinione senza la paura di dover incorrere in stupri, violenze, minacce, offese da chiunque (cafone o accculturato che sia)...siamo sicuri che godiamo di questa libertà?
 Vorrei concludere con un piccolo nanormanzo che si riallaccia alla poesia, ma con un pizzico di canzonatoria e spregiudicata polemica forse un pochino irriverente nei confronti della poesia dannunziana lo ammetto...
Scelgo D'annunzio perchè egli ebbe un rapporto conflittuale con il mondo femminile e perchè prese  dal decadentismo europeo il tema della superiorità femminile e lo fece suo. Per il Vate l'uomo è debole, fragile, sottomesso la donna lo domina, gli succhia energia, è lussuriosa, perversa, crudele esercita sull'uomo un potere a cui lui non può sfuggire e che lo porta inevitabilmente alla follia o alla distruzione! La donna è Nemica, la figura forte, che come un antagonista si oppone all'uomo fragile che ivi proietta la sua potenza perduta...Tutto questo accade nella nuova sensibilità prodotta dal clima culturale di fine ‘800. Un mondo che vive del fascino oscuro di donne, frivole e fragili quelle che la Belle Epoque, attraverso il ritmo leggero dei cafè-chantant, ha consegnato al mondo.Un mondo che ruota intorno al tema della superiorità della donna, saranno proprio questi gli anni in cui nasce la questione femminile, e che parla quindi della fragilità dell’uomo: l’impotenza che l’uomo avverte, di fronte agli eventi storici e politici, che si traduce in perdita di volontà e di determinazione e nel lasciarsi così trasportare verso un turbinio di sensualità e di distruzione.


 ASSALTO POETICO METEREOLOGICO
E piove...sulla favola bella che ancora m'illude...
Annegala!

 Non prendetevela, e spero che non se la prenda neppure D'Annunzio, ma volevo rimarcare alcune smilitudini di pensiero e atteggiamento, forse anche oggi l'uomo avverte questa impotenza che si traduce in perdita di volontà e di determinazione e nel lasciarsi così trasportare verso un turbinio di sensualità e di distruzione?
 Non so rispondere ma forse anche gli uomini dovrebbero imparare a ballare sotto la pioggia come fanno tante  donne... ridiamoci su ...perchè l'ironia aiuta a vivere meglio, con l'ombrello e soprattutto senza...

 LIBERiAMOci

Vale 



link delle fonti degli articoli citati e delle informazioni:
http://www.minigonne.eu/it/minigonne/breve_storia_della_minigonna_sc_222.htm
http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2013/07/03/APtoavsF-pioggia_perche_ballano.shtml
http://liberiamo-ci.blogspot.it/2013/05/lettera-aperta-oliviero-toscani-e.html
http://www.artemisiacentroantiviolenza.it/
http://www.unita.it/italia/boldrini-porre-limiti-all-uso-corpo-br-della-donna-nella-pubblicita-1.498660
http://www.minigonne.eu/it/manifesti/chi_mi_ama_mi_segua_sc_241.htm
http://temi.repubblica.it/ilcentro-dannunzio/2006/02/26/d%E2%80%99annunzio-e-le-donne/?h=0
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